Pia Barletta intervista Sonia Dal Cason

SoniaDalCasonSonia Dal Cason, sposata e vive in provincia di Padova. Finalista al Premio letterario Europa Donna con in racconto Pensieri Spaiati, con I gemelli King e il Sigillo del Drago si è classificata terza alla IV Edizione del Premio Dickens.

Ciao Sonia, grazie per aver accolto il nostro invito. Iniziamo subito con la domanda di rito: chi è Sonia, cosa fa nella vita quando non si allontana sulle ali della fantasia?

Sono per metà uno spirito creativo e per l’altra metà una persona pratica con buone capacità organizzative. Quando non volo in giro per l’universo con i miei draghi, sono Responsabile di redazione della Ciesse edizioni, dove mi occupo della fase pre stampa dei volumi da pubblicare, incluso l’editing o come si diceva in italiano prima dell’avvento degli inglesismi, curatore (o correttore) di bozze.

Quando hai iniziato a scrivere?

La passione per la scrittura è nata molto presto, alle medie già scrivevo racconti e fiabe. Durante gli anni universitari ho lavorato come giornalista freelance in un quotidiano locale della provincia di Torino, la mia città. Attualmente oltre a “I gemelli King e il Sigillo del drago” Ciesse Edizioni 2011, il racconto “E vissero per sempre felici e contenti” è stato inserito nell’antologia Le favole della Mezzanotte, Ciesse Edizioni 2011.

Le tue letture. Quali gli autori e i generi letterari che prediligi?

Sono un’amante dei grandi classici della letteratura: i miei autori prediletti e che rileggo sempre volentieri sono Jane Austen e Oscar Wilde, l’ironia e la ricchezza della loro scrittura sono magistrali.

Domanda maliziosa: trovare un editore… È stato facile o difficile?

Difficilissimo! Ho dovuto autoproclamarmi in sciopero per indurre l’editore (marito) a pubblicarmi. Una faticaccia! A parte gli scherzi, il Premio Dickens prevedeva la pubblicazione, ma ho scelto la Ciesse per svariati motivi, troppo complessi per spiegarli in questa occasione.

Trovi più gratificante scrivere per i bambini o per gli adulti?

Per i bambini, senza dubbio. Come ho già detto, una parte di me è davvero molto creativa e mi diverto a scrivere avventure fantastiche, sperando sempre che questo mio personale entusiasmo traspaia dalle pagine del libro.

In questo fanta-archeologico, così definirei I gemelli King, hai saputo mixare elementi reali, come gli scavi e le interpretazioni delle scritte sui reperti e fai riferimenti ai mali del secolo, come l’inquinamento e le conseguenze degli sconvolgimenti atmosferici. Lanci un forte messaggio, credi che i bambini siano in grado di recepirlo e fino a che punto?

Sono convinta non solo che i bambini siano in grado di recepirlo, ma che lo comprendano senz’altro meglio di noi adulti che spesso non diamo il buon esempio. I bambini hanno un contatto immediato con la natura e gli animali e si rendono istintivamente conto delle ingiustizie e dell’incuria. È crescendo che spesso perdiamo questo tipo di empatia con ciò che ci circonda.

Il registro linguistico de I gemelli King è deciso e accattivante quanto basta per catturare l’attenzione dei piccoli lettori, si direbbe che tu non abbia fatto altro nella vita che stare con i bambini. Da uno a dieci, quanto ti piacciono?

Dieci: adoro la loro spontaneità, la curiosità e la capacità di vedere oltre. Perché penso che non tutto ciò che vediamo è reale e non tutto ciò che non vediamo è irreale.

Se tu fossi un’insegnante quali letture consiglieresti ai tuoi bambini?

Cuore di De Amicis, pieno di buoni sentimenti, ma anche di rispetto e senso civico che non sarebbe male riportare in auge.

I gemelli King non è autoconclusivo, quanto dovremo ancora attendere per il seguito?

Lavoro e impegni vari permettendo, spero di riuscire a pubblicare il secondo volume nella tarda primavera 2012.

Al prestigioso Premio Dickens ti sei classificata al terzo posto, raccontaci le tue emozioni.

Ricevere la notizia di essere tra i finalisti e ricevere poi la lettera che mi comunicava di essermi classificata terza è stata un’emozione enorme anche perché inaspettata. Tra il nuovo lavoro e tutti i conseguenti impegni, mi ero dimenticata di aver spedito loro il manoscritto, quindi la gioia è stata accresciuta dalla sorpresa.

C’è qualcos’altro che bolle nella tua pentola?

Un altro mio racconto “Just another ordinary day” apparirà nell’antologia Fobie, curata da Alessandro Greco, che vedrà la luce tra pochi giorni in cartaceo, l’ebook invece è già disponibile.

Grazie mille Sonia, e grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato.

 

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